La scheda di Geadi raccoglie nello stesso oggetto i dati dell’intervento, la localizzazione, le informazioni archeologiche e gli allegati. La documentazione nasce quindi già strutturata e collegata al progetto.
Responsabile e compilatore, data, comune e località, riferimenti catastali, tratta o areale, dimensioni, orientamento, esito e presenza di strutture possono essere registrati nella scheda dell’intervento. Dove previsto, si aggiungono dati stratigrafici, cronologia, materiali, fotografie, sezioni e documenti.
Campi strutturati e vocabolari condivisi riducono le differenze tra schede compilate da persone diverse. Questo rende più semplice la revisione durante il progetto e la consultazione dell’archivio nel tempo.
Anche gli interventi senza evidenze archeologiche restano documentati all’interno del progetto, con la loro localizzazione e le informazioni necessarie. Il valore operativo è evitare un percorso separato per una parte molto frequente delle assistenze in corso d’opera.
Fotografie, sezioni e documenti restano associati alla scheda cui appartengono, invece di vivere in cartelle parallele che devono essere riallineate in seguito.
Una volta compilata, la scheda entra nel processo di revisione e alimenta cartografia, archivio e output. La pagina di dettaglio non è quindi un modulo isolato: è l’unità informativa del progetto.